La crisi greca e il possibile effetto domino

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L’attuale crisi economica che si è abbattuta in maniera particolarmente violenta contro la Grecia ha portato alla luce un sistema economico caratterizzato da una profonda crisi preesistente basata su un debito pubblico di 330 miliardi di euro. Il fallimento di uno Stato è un evento di proporzioni catastrofiche e buona parte degli economisti è preoccupata per un eventuale “effetto domino” che a partire dalla Grecia potrebbe abbattersi su tutti i paesi dell’Euro-zona.

La crisi della Grecia

A oggi il Pil greco è di circa 200 miliardi di euro e tra le strade possibili per ripagare il forte debito accumulato nei confronti dei creditori stranieri sono state individuate al momento due soluzioni possibili: l’Eurobonds o l’uscita del paese dall’Euro. Quest’ultima possibilità è particolarmente rischiosa per una duplice ragione, da un lato la re-introduzione della dracma comporterebbe un immediato abbassamento del Pil al di sotto dei 100 miliardi di euro con conseguente calo esponenziale delle entrate da parte dello stato greco. Le risorse del paese si affievolirebbero sempre più, essendo del tutto incapaci di rispondere all’enorme debito pubblico accumulato. Gli effetti positivi di una simile scelta si mostrerebbero nel lungo termine, con una lenta crescita del Pil fino ai valori attuali nel giro di dieci anni circa. Questo però influirebbe in maniera pesante sui paesi della Comunità Europea in una situazione finanziaria simile a quella greca, provocando un “effetto domino”.

I rimedi contro la crisi

L’introduzione dell’Eurobonds, invece, prevede una ripartizione differente del debito che dovrebbe confluire per buona parte all’interno di una sorta di contenitore europeo condiviso da tutti i paesi dell’unione, in modo da riuscire ad ammortizzarlo in 25-30 anni circa. L’Eurobonds è una soluzione che mette alla prova il concetto stesso di unione alla base della Comunità Europea.

La crisi e il rischio dell’effetto domino

L’effetto domino è quel processo che, a partire dall’uscita della Grecia dall’Euro, potrebbe abbattersi immediatamente sui paesi economicamente più deboli dell’Unione e, a lungo andare, sulla stessa moneta unica. Il sistema bancario greco è profondamente inserito in quello europeo e un’improvvisa uscita della Grecia dalla comunità comporterebbe una corsa ai depositi anche in paesi come l’Italia, l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna con un lenta ma inevitabile escalation che porterebbe la moneta unica a collassare.

immagine: MACLEG – FotoliaSimilar Posts:

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