Il sistema elettorale italiano

In Italia da alcuni anni è in corso un serrato dibattito riguardante l’attuale sistema elettorale, il cosiddetto “Porcellum”, considerato da molti come fallimentare e oggetto di forti critiche. Le proposte sono mirate a far tornare in vigore il vecchio sistema, ovvero il “Mattarellum”, anche se la Consulta ha recentemente bocciato i referendum a riguardo.

L’attuale sistema elettorale del “Porcellum” e le sue criticità

Il cosiddetto sistema elettorale del “Porcellum” fu approvato nel 2006 poco prima che si svolgessero le elezioni politiche. Questa legge elettorale si basa su un sistema di tipo proporzionale che comprende liste bloccate e soglie di sbarramento. In pratica, quando l’elettore si reca alle urne egli esprime una preferenza che va esclusivamente ad un partito; in questo modo, secondo il risultato delle elezioni viene determinato il numero dei seggi da attribuire a ciascuna forza politica. Secondo il “Porcellum” i Senatori e i Deputati sono associati ai seggi conquistati sulla base della posizione del proprio nome nelle liste stilate dai partiti, che sono bloccate. In parole povere, all’elettore non è concessa la facoltà di poter esprimere la sua preferenza per un singolo candidato: il voto va al partito che decide il candidato in base all’ordinamento delle sue liste. Il bizzarro nome “Porcellum” è nato da una dichiarazione di Roberto Calderoli, allora Ministro delle Riforme, che definì questa legge come – parole testuali – una “porcata”.

La proposta del “Mattarellum” come sistema elettorale

Sino al 2006, prima dell’entrata in vigore del “Porcellum”, il sistema elettorale vigente era il cosiddetto “Mattarellum”, votato dagli italiani con un referendum nel 1993. Questo sistema elettorale era in sostanza un “ibrido” fra il maggioritario e una quota di proporzionale. Secondo il “Mattarellum” i tre quarti del Parlamento erano eletti a turno unico mediante un sistema maggioritario basato sui collegi. In questo modo ciascuna forza politica presentava un candidato e il più votato di tutti era quello eletto. Il restante 25% era eletto al Senato mediante il recupero dei candidati più votati tra quelli non eletti. Per quanto riguarda la Camera dei Deputati, questa quota del 25% derivava dal sistema proporzionale. “Mattarellum” deve il suo nome a Sergio Mattarella, allora relatore alla Camera della legge.

Immagine: Grum_l – Fotolia
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